Biolabor: il nome è stato comprato. La storia no.

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Biolabor: hanno comprato il “nome” da una società che è finita in concordato al tribunale di Livorno, ma la storia di “Biolabor scarl” rimane a Lab33.

Una società nata nel 2023 – che oggi dichiara di essere attiva da oltre 30 anni sul territorio – ha acquistato soltanto il marchio Biolabor da un’azienda in stato di crisi, tanto che attualmente la cedente è in concordato preventivo. Tuttavia l’utilizzo di quel marchio in ambito informativo e pubblicitario avviene in modo distorto, rappresentando di essere lo “storico laboratorio di Livorno” presente sul territorio da oltre 30 anni, appunto.
È falso.

Non si può legittimamente affermare che “da oltre trent’anni siamo un punto di riferimento” quando ci si è costituiti appena da due/tre anni.
Ribadiamo con chiarezza ai pazienti: lo storico laboratorio oggi denominato Lab33, già Biolabor Scarl, è tuttora attivo. Come confermato da una recente ordinanza del Tribunale di Firenze è quello e solo quello il laboratorio che da oltre 30 anni è un riferimento sul territorio livornese. In effetti in quella ordinanza il giudice ha verificato che, mentre Lab33 sta assumendo iniziative volte a precisare alla clientela la situazione reale (ossia la titolarità ad oggi in capo a Lab33 dello storico laboratorio già condotto da Biolabor scrl), il concorrente, al contrario, non può correttamente invocare una continuità con la ridetta attività; non può dire di essere da oltre 30 anni il punto di riferimento dei livornesi nel mondo delle analisi. Prova ne sia che lo stesso concorrente ha ottenuto le autorizzazioni all’esercizio dell’attività di laboratorio solo di recente (ossia tra il 2022 ed il 2024).

Chi oggi non si limita ad utilizzare il marchio Biolabor, ma accompagna detto utilizzo ad informazioni che richiamano l’avviamento dello storico laboratorio di Lab33 (già Biolabor soc coop.a r.l.), diffonde una informazione commerciale non rispondente al vero.
Noi di Lab33 riteniamo che nel campo della salute questo sia inaccettabile. La salute richiede verità, non operazioni di marketing che richiamano storie non proprie.

È importante fare chiarezza perché ogni persona che sceglie un servizio sanitario ha il diritto di sapere a chi si sta rivolgendo.

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